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Stop affanni, ecco come liberartene

Gli affanni quotidiani, i problemi che non ci vogliono mollare, lo stress. La pandemia, il lavoro in bilico, il distanziamento, l’isolamento, la paura di non uscire dall’incubo. I primi problemi con i figli adolescenti, quella mancanza di dialogo in famiglia che ci trasciniamo dietro da un po’ di tempo e di cui non riusciamo a liberarci. I non detti. Le cose pensate e mai rivelate.

Quei pensieri, belli o brutti, che vengono dal profondo e di cui vorremmo parlare con qualcuno.

Se hai bisogno di qualcuno con cui parlare, puoi farlo con un amico, certo. Ma con un professionista è meglio, perché riesce a capirti e soprattutto a capire cosa ti sta succedendo. E può intervenire per non farti stare male.

Essere, studio di psicologia, offre un servizio di consulenza psicologica alle famiglie a Milano centro. La dottoressa Gilda Malinconico, psicologa e psicoterapeuta, offre il proprio supporto in particolare ai genitori nella loro funzione nei confronti dei minori, per il loro sviluppo e sostegno nelle varie tappe della vita. La terapia ha lo scopo di risolvere eventuali problemi comportamentali, al fine di raggiungere una condizione di benessere e di armonia in famiglia. Il tipo di rapporto genitore – figlio a cui si punta è di tipo equilibrato e sempre costruttivo.

Essere genitori è naturale, ma è anche davvero molto difficile e certi giorni non si sa dove sbattere la testa: sembra sempre che vada tutto male e che quanto di buono abbiamo costruito con i figli possa andare a rotoli da un momento all’altro. Ma non è così. Bisogna imparare a gestire i rapporti, ad equilibrarli, misurando il proprio ruolo di genitore in ogni situazione.

La dottoressa Malinconico, oltre alla consulenza psicologica alle famiglie a Milano centro, offre un servizio di “home visiting”, ossia una consulenza psico- educativa a domicilio.

Per ulteriori informazioni, visita il sito e richiedi un consulto!

Scegli la Dott.ssa Carla Amadori per la cura dell’ansia a Rimini

Gli attacchi di panico sono relativamente comuni: circa il 13% delle persone ne sperimenterà uno nel corso della vita.

Le persone non possono sempre prevedere quando si verificherà un attacco di panico, ma fare un piano su cosa fare quando se ne presenterà uno può aiutare una persona a sentirsi più capace di controllare la situazione e rendere gli attacchi di panico più facili da gestire.

Questo articolo esaminerà i modi per fermare un attacco di panico, insieme ad alcuni metodi generali per ridurre l’ansia.

Gli attacchi di panico possono creare vari sintomi fisici ed emotivi.

I sintomi fisici possono includere:

  • sudorazione
  • respirazione rapida
  • un battito cardiaco da corsa

I sintomi emotivi possono includere:

  • sentimenti di paura e ansia
  • una sensazione di morte imminente.

Ricorda che passerà

Durante un attacco di panico, può essere utile ricordare che queste sensazioni passeranno e non causeranno alcun danno fisico, per quanto spaventoso possa sembrare in quel momento.

Prova a renderti conto che questo è un breve periodo di ansia concentrata e che presto finirà.

Gli attacchi di panico tendono a raggiungere il loro punto più intenso entro 10 minuti dalla loro insorgenza, quindi i sintomi inizieranno a diminuire.

Fai respiri profondi

La respirazione profonda può aiutare a tenere sotto controllo un attacco di panico.

Gli attacchi di panico possono causare respirazione rapida e la tensione toracica può rendere i respiri superficiali. Questo tipo di respirazione può peggiorare i sentimenti di ansia e tensione.

Anziché farti dominare dalla situazione, prova a respirare lentamente e profondamente, concentrandoti su ogni respiro. Respirate profondamente dall’addome, riempiendo i polmoni lentamente e costantemente contando fino a 4 sia nell’inspirazione che nell’espirazione.

Vale la pena notare che per alcune persone la respirazione profonda può peggiorare gli attacchi di panico. In questi casi, la persona può provare a concentrarsi sul fare qualcosa che gli piace.

Annusa un po’ di lavanda

Un profumo rilassante può aiutare ad alleviare l’ansia attingendo ai sensi, aiutando la persona a rimanere radicata e dandole qualcosa su cui concentrarsi.

La lavanda è un rimedio tradizionale comune noto per provocare un senso di calma rilassamento. Molti studi riportano che la lavanda può aiutare ad alleviare l’ansia.

Prova a tenere l’olio sotto il naso e inalare delicatamente, oppure tamponane un po’ su un fazzoletto per annusarlo. Questo olio è ampiamente disponibile online. Tuttavia, le persone dovrebbero acquistarlo solo da rivenditori affidabili.

Se la persona non ama l’odore della lavanda, potrebbe provare a sostituirlo con un altro olio essenziale che preferisce, come il bergamotto arancione, la camomilla o il limone.

Cura dell’ansia a Rimini

Ansia ed attacchi di panico non sono la stessa cosa, ma anche l’ansia non fa meno paura soprattutto quando incide nei rapporti di coppia o in quelli familiari. Per ovviare a queste difficoltà e procedere a una seria cura dell’ansia a Rimini, ti consigliamo di fare riferimento alla Dott.ssa Carla Amadori, psicologa e psicoterapeuta specializzata nel dare aiuto ad adolescenti e adulti, coppie in crisi, famiglie in difficoltà.

Le caratteristiche del morbo di crohn

Morbo di crohn, le 8 peculiarità di una malattina altamente invalidante:

 

Eziologia sconosciuta

Interessa tutto il canale alimentare con lesioni dalla bocca all’ano.

Inoltre, può originare in diversi punti del canale digerente e le lesioni possono anche essere intervallate da lunghi tratti sani: il fatto di trovare una lesione in un punto non può quindi esimerci dall’andare ad analizzare anche il resto del tubo digerente. Bisogna sempre controllarlo tutto.

Il morbo di crohn ha questa capacità di saltare da zona a zona: è per questo che viene definita malattia segmentaria, cioè malattia che alterna segmenti sani a segmenti malati.

Clinica molto variabile dovuta alla variabilità di sede, estensione e tipo di lesioneLa sede più frequente è l’ileo terminale: tra l’altro è la sede in cui Crohn identificò per la prima volta la malattia denominandola quindi ileite terminale (pensando che fosse solo propria di questo tratto). Poi si visto che può venire al colon, al digiuno, all’esofago, alla faringe.

La lesione può essere di diverso tipo:

infiammatoria quindi distendere molto la parete intestinale in termini di spessore della stessa.

fibro-stenosante, cioè portare verso la fibrosi che poi comporta retrazione, quindi restringimento, stenosi.

fistolizzante, favorente la formazione di fistole, cioè delle comunicazioni tra anse intestinali e anse intestinali oppure collegamenti tra anse intestinali e altri organi su cui l’intestino poggia o con cui l’intestino è in contatto. Per esempio vescica, utero, oppure la cute, con formazione di traumi fistolosi verso l’esterno.

Decorso clinico intermittente, cioè le lesioni tendono a recidivare: anche se noi le curiamo loro tendono a ripresentarsi.

Persone più colpite sono i giovani, anche se c’è possibilità che compaia anche nell’anziano. La sintomatologia prevede:

diarrea cronica intermittente, dolori addominali,

calo ponderale dovuto sia al malassorbimento (se il Crohn interessa intestino tenue), sia ai dolori addominali che insorgono quando il chilo raggiunge l’infiammazione che magari spingono il paziente a mangiare meno.

Diagnosi tardiva che si realizza dopo un periodo lungo, anche di 1-2 anni, perché i dolori addominali possono essere scambiati per colite (o per meglio dire, colon irritabile) e quindi trattati inutilmente con antispastici, finché non succede qualcosa di acuto trattato al PS, per esempio il processo infiammatorio può essere talmente forte che il paziente comincia a manifestare febbre, crampi oppure se si tratta di una forma fibrostenosante che si occlude, può manifestarsi un quadro di addome acuto o di subocclusione.

Quindi ci si accorge in PS che non è una colite ma un morbo di Crohn, anche se nel frattempo di tempo ne è passato e quindi la diagnosi non è più all’esordio ma tardiva.