morbo chron

Le caratteristiche del morbo di crohn

Morbo di crohn, le 8 peculiarità di una malattina altamente invalidante:

 

Eziologia sconosciuta

Interessa tutto il canale alimentare con lesioni dalla bocca all’ano.

Inoltre, può originare in diversi punti del canale digerente e le lesioni possono anche essere intervallate da lunghi tratti sani: il fatto di trovare una lesione in un punto non può quindi esimerci dall’andare ad analizzare anche il resto del tubo digerente. Bisogna sempre controllarlo tutto.

Il morbo di crohn ha questa capacità di saltare da zona a zona: è per questo che viene definita malattia segmentaria, cioè malattia che alterna segmenti sani a segmenti malati.

Clinica molto variabile dovuta alla variabilità di sede, estensione e tipo di lesioneLa sede più frequente è l’ileo terminale: tra l’altro è la sede in cui Crohn identificò per la prima volta la malattia denominandola quindi ileite terminale (pensando che fosse solo propria di questo tratto). Poi si visto che può venire al colon, al digiuno, all’esofago, alla faringe.

La lesione può essere di diverso tipo:

infiammatoria quindi distendere molto la parete intestinale in termini di spessore della stessa.

fibro-stenosante, cioè portare verso la fibrosi che poi comporta retrazione, quindi restringimento, stenosi.

fistolizzante, favorente la formazione di fistole, cioè delle comunicazioni tra anse intestinali e anse intestinali oppure collegamenti tra anse intestinali e altri organi su cui l’intestino poggia o con cui l’intestino è in contatto. Per esempio vescica, utero, oppure la cute, con formazione di traumi fistolosi verso l’esterno.

Decorso clinico intermittente, cioè le lesioni tendono a recidivare: anche se noi le curiamo loro tendono a ripresentarsi.

Persone più colpite sono i giovani, anche se c’è possibilità che compaia anche nell’anziano. La sintomatologia prevede:

diarrea cronica intermittente, dolori addominali,

calo ponderale dovuto sia al malassorbimento (se il Crohn interessa intestino tenue), sia ai dolori addominali che insorgono quando il chilo raggiunge l’infiammazione che magari spingono il paziente a mangiare meno.

Diagnosi tardiva che si realizza dopo un periodo lungo, anche di 1-2 anni, perché i dolori addominali possono essere scambiati per colite (o per meglio dire, colon irritabile) e quindi trattati inutilmente con antispastici, finché non succede qualcosa di acuto trattato al PS, per esempio il processo infiammatorio può essere talmente forte che il paziente comincia a manifestare febbre, crampi oppure se si tratta di una forma fibrostenosante che si occlude, può manifestarsi un quadro di addome acuto o di subocclusione.

Quindi ci si accorge in PS che non è una colite ma un morbo di Crohn, anche se nel frattempo di tempo ne è passato e quindi la diagnosi non è più all’esordio ma tardiva.